Titolo diario:

    2 settimane dopo...


    Inserito il giorno:

    25-03-2020


    Autore: Anonimo di La spezia - ID: 1259
    14° giorno di quarantena. Sono chiusa in casa da 14 giorni, 336 ore che non vedo un mio amico o un familiare al di fuori di mia mamma o mio papà. Quando tutto questo è iniziato, verso i primi giorni di gennaio, sembrava un sogno, una cosa immaginaria che non sarei mai riuscita a comprendere bene. Fino a quando la notizia dei primi contagi di italiani sono arrivati a tutti noi. Partendo dalla Lombardia, nel giro di pochi giorni l’Italia ha iniziato a riempirsi di contagi. Martedì scorso ho iniziato la mia nuova routine. I primi giorni sembrava era tutto più leggero, al mattino non c’era ancora l’organizzazione delle lezioni e un po’ di pausa dalle normali abitudini. Ogni giorno, però, si fa più pesante: non poter uscire e poter solamente guardare il cielo dalla finestra o non poter fare una passeggiata e non aver relazioni con gli altri. La cosa più pesante però credo sia non poter vedere il mare e il tramonto assieme ai miei amici. Una cosa davvero banale. Una cosa che però, inconsciamente mi rendeva un po’ più felice e che per una persona nata e cresciuta camminando a piedi nudi sulla riva del mare è molto difficile da levare dalla propria routine. Oggi al posto di incontrare i miei amici in treno e nel cortile della scuola, ho fatto lezione da casa, tenendo i pantaloni del pigiama e mettendo la prima felpa trovata nell’armadio. Dopo 4 ore ho finalmente visto i miei genitori, pranzando insieme. Il pomeriggio, come ormai 8 giorni a questa parte dopo aver fatto i compiti, ho fatto qualche esercizio fisico, per non perdere totalmente l’allenamento su cui ho lavorato tutto l’inverno, per riuscire a partecipare alle gare programmate per l’estate. Sono giorni monotoni che con il tempo pesano sempre di più. In queste ore di pausa da tutto siamo, però, obbligati a pensare a noi e alle nostre relazioni con gli altri, capendo chi e cosa ci manca davvero. E forse sto iniziando a capire chi ho bisogno di vedere anche solo per 5 minuti faccia a faccia per poter ridere insieme e parlare del più e del meno. Questa quarantena probabilmente oltre ad uccidere persone, ucciderà anche molte relazioni umane che risulteranno futili. Spero che tutto questo finisca presto… non tanto la quarantena quanto la sofferenza che tutti noi, i medici e i parenti delle vittime in primis devono sopportare per andare avanti.
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