Titolo diario:

    Venerdì 13, anno 2020


    Inserito il giorno:

    13-03-2020


    Autore: Sere_06 di Montefiorino - ID: 419
    Mi ricordo quando a febbraio è uscito il primo decreto ministeriale che diceva che le scuole sarebbero rimaste chiuse per una settimana. Avevo scritto a una delle mie migliori amiche, una ragazza di Torino che ha la mia stessa età, per dirle dell'interrogazione che avrei saltato, della verifica che non sapevo quando avrei recuperato.
    Ero preoccupata, è vero, ma ero soprattutto entusiasta per tutto il tempo libero che avrei avuto. Ormai era passata la prima settimana e io cominciavo ad annoiarmi: non potevo uscire con gli amici, avevo finito le serie da vedere e i compiti non mi tenevano impegnata tutto il giorno. Non so come mai ma volevo che tutto questo finisse. Poi è uscito un altro decreto che diceva che le scuole sarebbero state chiuse ancora. Un'altra settimana ce l'avrei fatta, non era quello il problema. Intanto iniziavano a uscire informazioni e aggiornamenti sulla situazione. Dicevano che i bambini non potevano essere colpiti, ma alla fine una bambina di 4 anni è finita in rianimazione. Poi si era iniziato a parlare di quel paese della Lombardia messo in quarantena, ma dicevano che poi sarebbe andato tutto bene. Hanno chiuso chiuso gli esercizi commerciali della Lombardia e dell'Emilia Romagna, e dicevano che ci saremmo ripresi, ci avremmo messo più tempo, è vero, ma ce l'avremmo fatta.Dicevano che avremmo sistemato la situazione, ma l'Italia adesso sta toccando il fondo. Potrei continuare l'elenco, ma se lo facessi non finirei più. Alla fine nessuno voleva queste limitazioni, nessuno capiva che si faceva per tutelare il nostro Paese. Ci annoiavamo così tanto da provare a far stare in equilibrio una scopa. Poi, visto che tutti erano a casa senza motivo, abbiamo iniziato ad andare in montagna per sciare. Oggi è venerdì 13 marzo 2020. Adesso nessuno va più a sciare, adesso nessuno prova più a trasgredire le regole.Adesso tutti fanno vedere che sono belli, bravi e buoni. Ma ad andare contro le regole nate per aiutarci siamo stati proprio noi. La scuola oggi è ancora chiusa, e se oggi fosse stato un qualunque venerdì 13 starei probabilmente avendo una crisi nel corridoio della scuola a chiedermi quando sarebbe uscito Jason(il protagonista del film "Venerdì 13") dalle tubature del bagno o non so quale altro posto. Ma adesso vivo ogni giorno come se fosse venerdì 13, dove il protagonista non è un ragazzino in cerca di vendetta ma un virus che va in giro ad uccidere le persone. Non lo mostro, è vero, ma ho paura ogni giorno di chi potrebbe essere il prossimo contagiato: magari mio fratello, i miei genitori, oppure i miei nonni. Non ho poi così tanta paura per me, ma per le persone che mi circondano, perché senza la mia famiglia e le persone a cui tengo la mia vita non sarebbe degna di essere vissuta, molto probabilmente. Per il momento ci sono oltre 15 mila casi, e per evitare di aggiungere bambini e adolescenti a questi numeri le scuole rimarranno chiuse 3 aprile, ma molti pensano che in Emilia Romagna non si tornerà alla normalità almeno fino a Pasqua. Adesso, per non farci perdere 3 mesi di scuola, facciamo delle video chiamate tutti i giorni e facciamo i compiti online. Mi sembra quasi impossibile che tutte le mattine mi alzo allo stesso orario, mi lavo mi vesto e mi trucco come per andare a scuola , ma faccio tutto questo per passare circa 4 ore in video chiamata con le mie professoresse e i miei compagni di classe. Quando pensavo a persone che seguono le lezioni da casa, che da quando si alzano al mattino fino all'ora di cena stanno davanti a un computer anziché andare a scuola, credevo che sarebbe stata una realtà che avrebbero vissuto i miei figli, ma alla fine io sono (insieme tutte le persone che studiano nel 2020) un po' come una cavia di questa modalità di apprendimento. Adesso non vedo più la fine,non vedo più la speranza che vedevo a febbraio. Adesso vedo solo un Stato piccolo e insignificante che non è mai stato il numero uno in qualcosa di davvero importante, ma che all'improvviso diventa la nazione con il maggior numero di contagi, non a livello europeo, ma globale . Adesso vedo uno Stato che sta cadendo sempre più in basso e che non si alzerà per tantissimo tempo. Adesso si prova a non pensare al peggio, ma sta diventando ormai inevitabile. Adesso che nel paesino a mezz'ora da casa tua ci sono tre casi è impossibile non pensare a chi sarà il prossimo, se sarà qualcuno vicino a te.
    Quest'anno compirò 14 anni ad agosto e darò l'esame di terza media, ma non proverò nessuna delle emozioni che hanno provato gli altri: non avrò le solite crisi un mese prima dell'orale e non inizierò a fare film mentali sui miei 14 anni. Io vivrò tutto questo nel panico e nel timore che questo mostro raggiunga anche me.
    Non so come mai ma ho smesso i vedere la parte positiva anche nelle cose brutte, ho perso me stessa e sto continuando a sgretolarmi lentamente. Non so come andrà finire questa storia, ma sinceramente, l'unica cosa che voglio vedere adesso è la fine di queste disgrazie.
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